Less is more. Meno muri: più libertà e lusso

Less is more. Meno muri: più libertà e lusso

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Less is more: tre semplici parole che hanno cambiato modo di pensare, progettare agire in architettura ed in design, tre parole che hanno reso l’architettura di nuovo grande attraverso le idee e i progetti di Ludwig Mies van der Rohe. L’opera e la filosofia artistica di Mies van der Rohe si è mossa lungo la linea di principio di un’architettura spogliata di ogni elemento superficiale e non necessario, riducendola ad uno scheletro, in cui ad emergere non è il corpo architettonico bensì il particolare, il dettaglio.

A rendere prezioso un edificio, una dimora, una struttura architettonica non è la divisione degli spazi quindi, bensì l’inserimento all’interno di essi di un particolare che non si proponeva come una decorazione superficiale, bensì come un elemento estetico funzionale essenziale, che rendeva la semplicità piena di fascino, ed entrambe idonee a svolgere la funzione per cui erano state create.

Mettendo in atto il principio di „Less is More“ i designer e gli architetti moderni, cercano attraverso i vuoti degli ambienti di dar vita a spazi di significato, essenziali, ma dotati di dettagli di lusso che emergono dalla luce. Questi ambienti sono solitamente dotati di ampie vetrate che illuminano spazi ampi che forniscono di luce naturale pochi arredi importanti, spesso vere e proprio opere di design pensate per dettare le regole della storia degli arredi.

È proprio l’assenza di muri divisori e la presenza della luce a trasformare il less is more di Mies Van der Rohe in una tecnica tangibile e riproducibile: è la luce a ridefinire gli spazi, gli equilibri fra gli arredi, le geometrie e i volumi. Alla luce si affianca il colore e quando il colore tende all’indeterminato allora è da preferire il bianco, l’unico capace di non costringere ma di aprire all’ambiente circostante. La potenza costruttiva generata dalla luce è in grado di rivoluzionare gli spazi, mediante un gioco di luci inedito e rivoluzionario.

Luci ed ombre, spazi sostenuti da strutture minimali, ambienti che si compenetrano sfumando l’uno nell’altro, intervallati da arredi che scandiscono il ritmo della struttura e vestono di un’estetica esclusiva ogni angolo: abitazioni che sembrano forgiate dalla natura in un determinato spazio, che ne seguono il ritmo, ed al tempo stesso capaci di distinguersi con preziosità originali capaci di trasformare uno spazio vuoto in un luogo da vivere esclusivo.