Dai cellulari agli smartphone: la differenza è nel sistema operativo

Dai cellulari agli smartphone: la differenza è nel sistema operativo

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Quelli che fino a qualche tempo fa si chiamavano telefoni cellulari stanno ormai lentamente scomparendo, soppiantati da dispositivi intelligenti che hanno preso le sembianze di veri e propri assistenti e compagni di vita di ciascun utilizzatore. Parliamo degli smartphone, ovvero di quegli strumenti che consentono di leggere mail, produrre video e foto, ascoltare musica e soprattutto essere costantemente connessi in rete, quindi sempre reperibili sui social network. A differenza del passato, oggi, tutti gli smartphone sono dotati di molteplici applicazioni, installate a priori dal produttore, alle quali possono essere aggiunti altri strumenti selezionati dall’utente in base alle proprie esigenze d’uso.

Ad accomunare tutti gli smartphone, indipendentemente dal sistema operativo scelto, troviamo il collegamento ad internet che si distingue, ormai, in connessioni 3G o 4G. A queste prima suddivisione corrispondono poi una serie di strumenti che moltiplicano le possibilità di comunicabilità del dispositivo stesso: infatti, ogni smartphone solitamente è implementato con un sistema di collegamento bluetooth, utile per connettersi ad altri dispositivi, ed un collegamento wi-fi, indispensabile per catturare il segnale da altre reti. Fra le caratteristiche comuni a tutti gli smartphone in circolazione troviamo poi la fotocamera, ormai spesso doppia, capace di fotografare o produrre selfie di grande effetto, così come un programma per eseguire anche il lavoro in mobilità, quindi capace di consentire la lettura di file Word, Excel, Power Point e Pdf in maniera semplice ed immediata.

La grande differenza fra gli smartphone commercializzati è nel sistema operativo: i due grandi concorrenti restano al momento Android (montato sull’80% dei dispositivi proposti agli utenti) ed Apple iOS (utilizzato su iPhone), ma non mancano grandi nomi quali Windows Mobile, utilizzato su dispositivi Microsoft, Linux Os e Blackberry. Al momento a farla da padrone, sia per processore utilizzato che per varietà di app rese disponibili all’utente finale, è Android che ha messo a punto smartphone dotati di processori octa-core capaci di competere con i migliori notebook in commercio. L’evoluzione del mercato dei telefoni cellulari sta però già guardando al futuro: dopo la promessa di Google di rendere disponibile sul mercato, a partire dall’autunno 2017, il primo telefono modulare della storia, ha, infatti, creato delle aspettative, disilluse dall’abbandono del progetto da parte della casa di big G.Anche se il magnate del web ha abbandonato la commercializzazione di questo cellulare futuristico, i programmatori ora fremono, perché sono consci che qualcun altro prenderà presto in mano il progetto per portarlo a compimento: resta solo da vedere chi.